| La
lista di Natale fa furore negli Stati Uniti.
Non più solo promessi sposi, ma mogli, fidanzate e amiche,
pronte a rispondere con entusiasmo alle sempre più invasive
strategie dei negozianti, che cercano di trarre
il massimo dalla stagione delle feste.
Così Bluemercury, catena di 26 boutique
di prodotti di bellezza, invita i clienti più fedeli nelle
sue sedi a fornire i nomi di parenti e amici, cui il negozio potrà
poi inviare liste di regali da loro preferiti.
E Searle, otto filiali di abbigliamento femminile
di lusso a New York, è impegnata in telefonate
a mariti, nonne e zii danarosi, per informarli sui regali che i
loro cari hanno messo sui pre-stampati dal titolo «Dear Searle».
Anche Bloomingdale's, che aveva iniziato discretamente
già da qualche anno, ora fa le cose in grande, con 40 personal
shoppers impegnati solo su questo servizio nel negozio
di Lexington Avenue.
Ma c'è chi è già più
avanti. Su Net-a-porter, catena di vendite online,
la lista di Natale prende la forma di un video personalizzato,
confezionato direttamente dal cliente e poi mandato per email all'eventuale
acquirente, dove una bionda fascinosa e virtuale presenta le scelte.
I numeri raccontano di un fenomeno in grande
espansione: secondo un'indagine condotta dal gruppo Npd
su un campione di 64 mila persone, il 19% degli intervistati ha
detto di aver già preparato una lista di Natale o di avere
intenzione di farlo. Nel 2005 erano l'11%.
A parte l'indignazione di chi pensa ancora che
un regalo sia qualcosa di diverso, in generale la lista di Natale
trova terreno fertile e fa già tendenza.
Per molti, è l'occasione per ricevere e donare regali davvero
graditi, senza far finta di apprezzare cose che non piacciono o
scoprire di aver regalato un oggetto già posseduto.
Non sono più solo i bambini a scrivere
la lettera a Babbo Natale! |