| Un'indagine
della TK
Weddings, agenzia inglese specializzata nell'organizzazione
di matrimoni, ha evidenziato un nuovo trend: su 1.000 future spose,
il 59% ammette di cercare la reazione a sensazione
degli invitati, spesso lasciati a bocca aperta da idee quantomeno
bizzarre, ma spacciate per «assolutamente
glamour», e di essere disposte a tutto (debiti compresi) pur
di avere il «matrimonio perfetto»,
mentre solo il 26% predilige l'aspetto romantico della vicenda.
Una vera e propria malattia, nota
come sindrome da «Competitive Wedding»
(matrimonio competitivo), che colpisce oltre la metà delle
sposine inglesi, più preoccupate di impressionare amici e
parenti con ricevimenti da favola e trovate al limite del buon gusto,
che di dimostrare quanto davvero siano innamorate dei rispettivi
partner.
Gli esempi famosi non aiutano a modificare l'andazzo
che, al contrario, viene proprio incentivato da certe cerimonie
passate alla storia più per la componente kitch
che per aver sancito l'unione di due persone innamorate.
Nel caso, invece, delle comuni mortali, la sindrome
diventa pericolosissima, perché si accompagna a stress
e fa lievitare le spese oltre l'immaginabile. Negli
ultimi dieci anni, il costo medio di una cerimonia di nozze è
raddoppiato, raggiungendo la ragguardevole cifra
di 18 mila sterline (poco più di 26 mila euro), in pratica
60 sterline (circa 88 euro) al minuto.
«Tutte le ragazze che si sposano vogliono
che il loro matrimonio sia diverso da quello degli
altri – spiega Tamryn Kirby, responsabile della TK Weddings al Daily
Express – ma quello che sembrano aver dimenticato è che il
modo migliore per raggiungere questo scopo è usare la propria
personalità piuttosto che aprire il portafoglio
e basta. Molte coppie sono convinte che l'unico modo per avere un
matrimonio da ricordare sia quello di pagare, pagare, pagare. Ma
non è affatto così, perché una cerimonia nella
quale i reali sentimenti degli sposi prevalgono
sul denaro impressiona molto di più gli invitati».
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