| Mille
sterline per un taglio di taffetà di seta color
crema, quella usata per cucire l'abito da sposa di lady
Diana Spencer, che il 20 luglio 1981 andò in sposa
a Carlo, principe di Galles ed erede al trono d'Inghilterra.
Più di settecento milioni di telespettatori
nel mondo ammirarono quel trionfo di dieci sottogonne
e i sette metri di velo tempestato di paillettes
di madreperla. Da oggi, chi vuole può comprare
una porzione di quella stoffa usata dagli stilisti britannici David
ed Elisabeth Emanuel.
La seta è stata tagliata in mille
piccoli quadrati, che verranno venduti a mille sterline
ognuno, insieme al coffeee table book «A dress
for Diana», sempre a cura della coppia di stilisti,
che contano di ricavare complessivamente dall'iniziativa un milione
di pound.
I tagli del taffetá per il vestito da sposa
della principessa del Galles sono stati tenuti riposti nel caveau
di una banca dal tempo delle nozze reali. Lo scorso anno,
a 25 anni dalle nozze di Carlo d'Inghilterra e Lady D., la stilista
ha cominciato a pensare di scrivere un libro sulla storia
di quell'abito che è diventato una leggenda.
David ed Elisabeth Emanuel lavoravano in assoluta
segretezza, rigorosamente in casa, per paura che
qualche dettaglio potesse essere rivelato dai paparazzi
che avevano affittato appartamenti di fronte e rovistavano continuamente
nelle pattumiere alla ricerca di qualche disegno. Per impedire pericolose
fughe di notizie, vennero anche assunte due guardie del
corpo e blindate le finestre. Durante il lungo lavoro,
lady D. fece dieci visite agli stilisti nel loro studio in West
London, usando il nome in codice di «Debra».
Mentre Bukingham Palace, per le prove finali, era semplicemente,
«Bp». |